Ma che Musica

Siamo circondati da suoni e rumori ogni momento della nostra giornata. Spesso arriva alle nostre orecchie della musica da una radio o mentre siamo in auto. Dei ritornelli ci rimangono in mente soprattutto se sono orecchiabili. Una serie di strumenti suonati contemporaneamente compongono una bella melodia. A volte però dobbiamo constatare che delle note suadenti sono accompagnati da parole poco piacevoli o addirittura scurrili. Negli anni attraverso la musica e parole sono stati inviati agli ascoltatori spesso inconsapevoli messaggi di vario tipo: politico, psicologico e spesso religioso o spirituale utilizzando un sistema denominato “messaggio subliminale “. Oggi più che mai tutto e palesato basta guardare i titoli della musica contemporanea nelle playlist e nelle classifiche. Nel nostro paese è stata rimossa la censura quasi del tutto, lasciando all’artista la libertà di pensiero e all’ascoltatore di fare la propria scelta. Nella bibbia, in particolare nel libro di Daniele, viene narrato al capitolo 3 un episodio dal quale si possono cogliere molti insegnamenti, si può valutare sotto molti aspetti ma dal verso 6 viene esposto un imperativo da parte del re: al suono di alcuni strumenti bisognava inginocchiarsi ed adorare la statua che lo rappresentava, così questo regnante si poneva alla stregua di un dio. Un suono al quale corrispondeva un preciso comando. Oggi come allora la musica ha una profonda valenza nel quotidiano, dipende da noi come vogliamo rispondere al richiamo. Daniele e gli altri due giudei scelsero di non sottomettersi a Nabucodonosor sfidando l’atroce conseguenza della fornace ardente. Sapevano che il loro Dio gli avrebbe sostenuti. Oggi il suono del mondo se viene seguita declama una falsa libertà perché porta alla catena del peccato. Se invece ascoltiamo il dolce suono e inconfondibile voce di Gesù avremo la vera libertà la vera pace e anche nella distretta egli sarà con noi.
Lettura consigliata: Daniele cap. 3 

scritto da: Giuffrida Giuseppe