Testimonianza di Luciano Angelelli

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Posso, e soprattutto è un obbligo verso l’Eterno, testimoniare di ciò che è accaduto, di ciò che Dio ha compiuto in me. Il Signore mi ha liberato dal male e dal maligno operando un miracolo nella mia vita; mi ha donato la salvezza, anche a me misero peccatore. Il Signore ha trasformato un’esistenza vissuta nell’apatia e nella tristezza in una “vita abbondante” di gioie e di doni spirituali!

Nel mio percorso da credente ho ascoltato diverse testimonianze di salvezza e di conversione determinate da profonde crisi interiori, originate dalla necessità di uscire da problemi di tossicodipendenza, gioco, alcool e innescate dalla voglia di un cambiamento radicale nel modo di pensare ad un’esistenza migliore.

Tutto ciò, devo dire con franchezza, non mi apparteneva e non sentivo il bisogno di qualcosa in particolare… però la mia vita trascorreva stancamente, nella monotonia e, a pensarci ora, nel peccato che il nemico voleva nascondere con lusinghe, raggiri e menzogne. Con il mio corpo, vivevo, ma la mia anima era morta; la mia coscienza, morta, non mi faceva sentire peccatore.

Pensavo che la mia vita fosse normalissima. Dopo una infanzia abbastanza serena e dopo il diploma, ho iniziato il mio percorso lavorativo con dedizione e solerzia (mai avuti grossi problemi con il datore di lavoro e con i colleghi, preferendo la tranquillità e tollerando, talvolta, anche ingiustizie e soprusi). Fumavo, si, qualche sigaretta. La frequentazione di discoteche potevo contarle sulle dita delle mani. Non sono mai stato dedito all’alcool così come non ho mai fatto uso di droghe. Frequentavo un locale dove mi incontravo con alcuni amici per giocare al biliardo (senza notevole impiego di denaro, ma solo per giocarsi una consumazione). Insomma, come si suol dire, ero un “bravo ragazzo”, un giovane come tanti, senza grilli per la testa. Tutto questo per quaranta anni, come quelli trascorsi dal popolo di Israele nel deserto; il riferimento trovo che sia calzante!

Poi, durante una vacanza in Romania, paese in cui ho conosciuto la donna che oggi è mia moglie, Debora, una delle sue sorelle cominciò a parlarmi di Gesù e di quello che poteva fare nella mia vita. Successivamente mi invitò anche alle riunioni della domenica, alle quali non partecipai adducendo la scusa che non comprendevo la lingua. In realtà, c’era come un rifiuto dentro di me perché la sorella di Debora mi parlava di quello che per me era “un Dio diverso” da quello di cui ero abituato a sentir parlare da altri pulpiti, pensando inoltre che volesse introdurmi chissà a quale confessione o setta religiosa!

Dopo qualche mese mi sposai con Debora e ci trasferimmo nella provincia di Ancona, mia zona di origine.

Lei era già una credente evangelica e molte volte aveva espresso il desiderio di recarci in una chiesa evangelica dalle nostre parti. La assecondai e, quando individuammo una chiesa, la accompagnai e partecipai anch’io alla riunione (o culto) domenicale.

I dubbi e i timori che mi colsero quando incominciarono a parlarmi di Dio e di Gesù, “il Vivente” e non più sofferente e morente sulla croce come ero abituato a vederlo ed immaginarlo, scomparirono! Cominciai a sentire come una scossa interiore, ebbe inizio un cambiamento radicale nella mia vita!

Quel cambiamento, quella svolta che alcune persone ricercano nella vanità del denaro partecipando alle lotterie, che altre tentano di raggiungere aderendo ad un movimento politico o adottando una filosofia, praticando la meditazione trascendentale, lo yoga, ecc. (magari solamente perché fa tendenza!), si stava materializzando.

Quel giorno in cui il Signore mi ha parlato, mi ha convinto con il Suo amore che quelle cose non facevano più per me (le cose accennate sopra, che avevo provate anch’io, per la verità con scarsi risultati), non rappresentavano la via della felicità e che avrei dovuto rinunciarvi!

Molte altre cose negative devo ancora eliminarle dalla mia vita, ma il Signore, certamente, riuscirà a modellarmi così come il vasaio fa con l’argilla. Però di una cosa sono certo, anzi di tre:

  • mi sono arricchito della Sua grazia,
  • ho il pensiero fisso alla “celeste abitazione” dove tutti saremo uguali dinanzi alla Maestà di Dio
  • la mia vita, ora, ha un significato vero nel dispormi al servizio di Dio!

Ringrazio il Signore che mi ha dato una “vita abbondante” (Giovanni 10:10) e, oltre a ciò, una casa, il lavoro che mi ha permesso di crescere una famiglia felicemente allietata da quattro figli, una nuora e due meravigliosi nipotini, ed un’altra splendida famiglia, quella spirituale, la comunità di cui mi ha dato grazia di farne parte!

Sono trascorsi ormai ventiquattro anni dalla mia conversione e non so quanto ancora il Signore mi darà da vivere su questa terra, ma ora la mia vita ha acquistato un senso! Ora posso dire che vivo per qualcosa che durerà in eterno! Ora so che la mia fugace esistenza su questa terra sarà coronata di gloria al cospetto di Dio!

La pace del Signore sia con tutti voi!

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