Testimonianza di Livio Vitiello

Pensavo che per me il Signore non avesse fatto assolutamente nulla. Con profonda gioia ho il piacere di raccontarvi la mia testimonianza, di come Dio – tramite il sacrificio di Cristo Gesù – ha cambiato la mia vita. Quando avevo all’incirca sei anni, mia zia, di fede evangelica, invitò mia madre a partecipare a delle riunioni all’aperto, in cui si parlava di Gesù.

In quell’occasione il messaggio del Vangelo la raggiunse in maniera incisiva e , per la prima volta, sperimentò dentro di sé vera pace e gioia profonda, cosi lungamente desiderate.

Da quel giorno mia madre decise di seguire Dio divenendo membro della chiesa cristiana evangelica di Torre del Greco. Sono cresciuto in questo contesto e con insegnamenti della Bibbia, ma consideravo quel tipo di fede unicamente come la religione di mia madre e me ne distaccavo completamente pensando che, a differenza sua, il Signore per me non avesse fatto assolutamente nulla di concreto. Osservare il creato e studiare le leggi fisiche, che regolano non solo la Terra, ma l’intero universo, mi bastavano per supporre l’esistenza di un Essere superiore che avesse posto ogni cosa al punto giusto, ma certamente tutto ciò non mi portava a credere e a ricercare l’unico e vero Dio.  Successivamente avrei riconosciuto che, come è scritto nella Bibbia: “I cieli raccontano la gloria di Dio e il firmamento annuncia l’opera delle sue mani” (Salmi 19:1)

Col passare del tempo, in me cominciavano a farsi spazio sempre più sentimenti negativi come una terribile angoscia legata all’incognita del futuro e una tremenda paura della morte, pur essendo molto giovane.

Nel mese di febbraio del 2001, accade qualcosa di meraviglioso, durante una riunione settimanale nella chiesa che frequentavo. Il pastore infatti commentò il seguente testo biblico, Isaia 53:3-7:

“Disprezzato e abbandonato dagli uomini, uomo di dolore, familiare con la sofferenza,
pari a colui davanti al quale ciascuno si nasconde la faccia, era spregiato, e noi non ne facemmo stima alcuna. Tuttavia erano le nostre malattie che egli portava, erano i nostri dolori quelli di cui si era caricato;
ma noi lo ritenevamo colpito, percosso da Dio e umiliato! Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di lui
e mediante le sue lividure noi siamo stati guariti. Noi tutti eravamo smarriti come pecore, ognuno di noi seguiva la propria via; ma il SIGNORE ha fatto ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti. Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la bocca. Come l’agnello condotto al mattatoio, come la pecora muta davanti a chi la tosa, egli non aprì la bocca”.

Quelle parole penetrarono nel mio cuore, mostrando chiaramente la condizione di peccato in cui mi ritrovavo nonostante mi ritenessi una brava persona. Io che ripetevo spesso a mia mamma che Gesù per me non aveva fatto niente, capii , quella sera, tramite la sua Parola, che Egli aveva dato la Sua vita per me portando su quella croce le mie malattie, i miei dolori e il mio peccato.

In quel momento anche le mie paure e le mie angosce sparirono, e compresi che nessuna religione può assicurare la salvezza eterna dell’anima, se non la fede in Cristo Gesù. Giovanni 14:6 riporta le parole di Gesù: “Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”.

Dopo pochi mesi il Signore mi ha dato l’opportunità di recarmi ad un centro estivo evangelico a Roccamonfina (CE), dove  mi ha battezzato con lo Spirito Santo e l’anno seguente sono stato battezzato in acqua per immersione, in ubbidienza alla Sua parola. In quello stesso anno ho conosciuto una ragazza di nome Sara che sarebbe diventata mia moglie.

Nel 2003 la mancanza di lavoro mi ha portato a trasferirmi, lasciando la mia famiglia di origine e la chiesa di Torre del Greco a cui ero molto legato, dalla provincia di Napoli a Chiaravalle (AN).

Arrivato nelle Marche mi sono messo alla ricerca di una chiesa evangelica da poter frequentare. Ho fatto subito parte, cosi, della chiesa più vicina, quella di Falconara Marittima, costituita da un numero esiguo di credenti.

Ho sentito subito il bisogno di pregare il Signore per servirlo sempre di più e al meglio delle mie possibilità per portare il messaggio della salvezza a quante più persone nelle Marche,  un vero e proprio “campo di missione”.

Nel 2005 mi sono sposato con Sara e  abbiamo visto il Signore operare nella nostra famiglia numerose volte in maniera particolare quando i medici, valutando le analisi cliniche, dichiararono l’impossibilità di avere dei figli per la presunta sterilità di mia moglie. In quei momenti cosi difficili abbiamo continuato a confidare in Dio ed Egli si è mostrato buono verso di noi donandoci tre figlie stupende nell’arco di pochi anni. Possiamo dire di essere una famiglia ricca nel Signore secondo quanto è scritto nella Parola di Dio: “Quel che fa ricchi è la benedizione del Signore e il tormento che uno si dà non le aggiunge nulla” (Proverbi 10:22)

Adesso, uniti,  serviamo il Signore e collaboriamo col nostro pastore nella chiesa di Falconara Marittima e nelle due missioni, Fabriano e Osimo, sapendo che tutto ciò che facciamo per Lui è solo una piccolissima parte di quello che Egli ha già fatto per noi. In LUCA 17:10, infatti, leggiamo: «Così, anche voi, quando avrete fatto tutto ciò che vi è comandato, dite: “Noi siamo servi inutili; abbiamo fatto quello che eravamo in obbligo di fare”».

 Che Dio ti benedica, e che possa trovare anche tu questa grande ricchezza!