STORIA BIBLICA 1.4

Con l’allontanamento di Agar ed Ismaele, ora Abramo ha un solo figlio da crescere: Isacco.

Dio decise di mettere alla prova Abramo chiedendogli di sacrificarglielo; Abramo è pronto a farlo, porta Isacco sul monte indicato da Dio e, proprio nel momento in cui sta per farlo, Dio lo ferma.

Ancora una volta, ma questa volta in modo particolare, le promesse vengono rinnovate ad Abramo: Dio giura per sé stesso che farà di lui una grande nazione e tutte le altre nazioni saranno benedette nella sua discendenza.

Dopo qualche tempo, Sara muore.

Abramo acquista a Macpela, dove viveva, una grotta per fare da sepolcro a Sara.

Questo sarà il sepolcro anche di Abramo e dei patriarchi che vennero dopo.

La preoccupazione di Abramo, ora che Sara non c’è più, è trovare una moglie per Isacco.

Non volendo farlo sposare da una cananea, invia il suo servo più fidato in Caran, presso la casa di suo fratello Naor, qui il servo trova Rebecca, che accetta di seguirlo per sposare Isacco.

Abramo si prese un’altra sposa, Chetura, che gli partorì diversi figli, i capostipiti delle tribù orientali, come i Madianiti, che troveremo in futuro come oppressori di Israele.

Poi anche Abramo morì e fu sepolto nella grotta di Macpela, dove era già sepolta Sara.

Isacco e Rebecca non avevano figli a causa della sterilità di lei, allora Isacco pregò il Signore e Rebecca concepì due gemelli.

I due bambini si urtavano nel grembo, la sofferenza di Rebecca la spinse a consultare il Signore che le rivelò il futuro dei suoi figli: saranno capostipiti di due popoli che saranno sempre il lotta.

Al momento del parto, il primo che uscì fu Esaù (chiamato così perché era peloso) ma era tenuto per il calcagno da Giacobbe, che significa “tallone”; questo episodio fu profetico per il futuro dei due fratelli.

Quando furono cresciuti, i due fratelli manifestarono attitudini completamente diverse: mentre Esaù, il preferito di Isacco, era un cacciatore e se ne stava per le campagne, Giacobbe, il preferito da Rebecca, se ne stava nelle tende.

Proprio dopo una battuta di caccia, Esaù, tornato stanco, disprezzò la sua primogenitura, vendendola a Giacobbe per un piatto di minestra che il fratello stava cucinando.

Cosa successe dunque? Perché questo comportamento così superficiale di Esaù?

Esaù frequentava le popolazioni cananee nei dintorni dell’insediamento di Isacco e venne a conoscenza delle pratiche sanguinarie di quei popoli, tra cui c’era il sacrificio agli dèi dei figli primogeniti.

Esaù quindi pensava di avere il destino segnato tanto da dire “io vado a morire”, traduzione letterale del “io sto morendo” che troviamo nelle nostre Bibbie.

Giacobbe invece stava nella tenda ascoltando Abramo e conosceva il valore della primogenitura, sapeva del “mancato sacrificio” di Isacco, di come Dio aveva fermato il nonno dall’uccidere il padre; la minestra di lenticchie “rossa” che Giacobbe cucinava era un piatto per un lutto, probabilmente per la morte di Abramo.

Resta il fatto che, da ora, Esaù perse, a causa del suo disprezzo, la primogenitura, come Dio aveva detto a Rebecca “il maggiore servirà il minore”.

Riferimenti storici

La grotta di Macpela, in ebraico “la grotta delle tombe doppie” esiste ancora oggi, ad Ebron e dal 2017 è patrimonio mondiale dell’umanità dell’UNESCO.

Secondo la Bibbia, qui sono sepolti Abramo e Sara, Isacco e Rebecca, Giacobbe e Lea; è quindi il secondo luogo più sacro dell’ebraismo, dopo il monte del Tempio.

Al tempo di Erode venne costruita la struttura attuale, su cui sono stati posti i minareti islamici dopo che il luogo è stato trasformato in moschea perché è un luogo sacro anche per i musulmani e per i cristiani, visto che è la tomba di Abramo.

Testimonianze storiche tra il 1000 e 1200 d.C. attestano la presenza delle salme nel luogo.

Nel 1266 fu vietata dal sultano musulmano Baibars la visita a ebrei e cristiani, che durò fino al 1967, anno della conquista di Ebron da parte di Israele.

Attualmente il luogo è gestito dall’ente musulmano Waqf che limita le visite agli ebrei.

 

Grotta di Macpela: https://images.app.goo.gl/2gd2t7aavYNSDfhX8

 

redazione @adifalconara #storiabiblica