MEDITAZIONE SETTIMANALE – SARANNO FAMOSI

Ubbidienza e umiltà: sono le chiavi di un successo onesto; le troviamo in due personaggi biblici Gedeone e Saul.
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Saranno Famosi era il titolo di una serie televisiva di origine statunitense degli anni ’80; rappresentava la storia di persone semplici o povere, ma talentuosi che con sacrifici riuscivano a diventare ricchi e famosi.

Questo accade anche nel mondo reale, dove persone di umile estrazione sociale sono riuscite a farsi un nome e una carriera.

Anche nella Bibbia troviamo alcuni esempi ma vogliamo mettere sotto i riflettori due casi particolari.

La differenza con i personaggi mondani sta nel modo in cui si svolgono gli eventi, che li hanno portati al cambio generazionale.

Nel caso di Gedeone, che oggi definiremo un contadino, il quale viene incaricato direttamente da un messaggero divino (Giudici 6:11-14) per salvare Israele dai Madianiti.

Il dato affascinante è che Gedeone, a differenza dei personaggi mondani, non si è dovuto sforzare o ingegnare per emergere dalla sua condizione ma ha solo manifestato la sua intenzione racchiusa in due elementi importanti: 

  • Aveva a cuore la situazione di schiavitù a cui era sottoposto Israele ma soprattutto cercava risposte alle promesse di Dio che riteneva “non mantenute“. 

Gedeone gli rispose:

«Ahimè, mio signore, se il Signore è con noi, perché ci è accaduto tutto questo?

Dove sono tutte quelle sue meraviglie che i nostri padri ci hanno narrate dicendo:

“Il Signore non ci ha forse fatti uscire dall’Egitto?”

Ma ora il Signore ci ha abbandonati e ci ha dati nelle mani di Madian» (V. 13). 

Gedeone non sapeva ancora che sarebbe diventato lo strumento col quale il Signore avrebbe ancora liberato Israele.

  • la confessione di umiltà:

Egli rispose:

«Ah, signore mio, con che salverò Israele?

Ecco, la mia famiglia è la più povera di Manasse,

e io sono il più piccolo nella casa di mio padre». (V.15).

L’altro esempio lo troviamo nella storia di Saul raccontata al capitolo 9 del 1° libro di Samuele; nel preludio che lo avrebbe incoronato Re un  messaggero gli comunicò gli eventi futuri.

Questa volta a farlo è Samuele, un giudice incaricato che governava in quel periodo (attorno all’anno 1000 a.C.).

Anche in questo caso il popolo di Israele è sotto attacco, però dei Filistei, quindi serviva un liberatore.

Essere eletti Re senza un passato regale o solo perché si ha l’aspetto di un modello non è una cosa che si vede tutti i giorni.

Come nella vicenda di Gedeone neanche Saul dovette faticare ma ebbe lo stesso sentimento:

Saul rispose e disse:

«Non sono io un Beniaminita, di una delle più piccole tribù d’Israele?

La mia famiglia è la più piccola fra tutte le famiglie della tribù di Beniamino.

Perché dunque mi parli così?» (V.21).

 

Queste due storie sono due facce della stessa moneta: ubbidienza e umiltà.

Sono le chiavi di un successo onesto, che porta  benessere e prosperità non solo nella sfera personale ma nella comunità.

Se vogliamo essere ricordati nella storia come servi di Dio, attendiamo con fiducia la sua chiamata disponendoci a qualsiasi servizio.

Affida al SIGNORE le tue opere, e i tuoi progetti avranno successo.

(Proverbi 16:3)

 

redazione @adifalconara #meditazionesettimanale

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