Attualità – Dio esiste solo nel nostro cervello?

Le esperienze spirituali dei Cristiani sono incontri genuini con Dio? O, come alcuni scienziati affermano, sono solo le conseguenze di un cervello che non funziona bene? Ecco come il mondo usa le neuroscienze per sminuire e reinterpretare le esperienze spirituali personali dei credenti.
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Come Cristiani crediamo in un Dio col quale si può comunicare, in un Dio che interagisce con noi, che fa sentire la Sua presenza nella nostra vita.

Questa è una delle basi della nostra fede: per noi Dio è vivente, reale, e si può sperimentare.

Ci sono molti modi in cui Dio si fa sentire, e molti sono i momenti nella vita di un cristiano che possono essere definiti come incontri con Dio.

Lo scetticismo da parte del mondo su questo argomento è sempre esistito, però di recente ha trovato un nuovo alleato: le neuroscienze.

Molte persone sono fortemente convinte che nulla può essere realmente compreso finché non si trova una spiegazione empirica e scientifica a suo supporto.

Con l’avanzamento delle scienze negli ultimi decenni, questa tendenza ha cominciato ad essere applicata anche alle esperienze religiose e spirituali.

Sono stati condotti numerosi esperimenti sull’origine delle esperienze spirituali.

Alcuni si concentrano su esperienze mistiche fatte da monaci buddisti e suore cattoliche durante le loro meditazioni e preghiere, studiando la loro attività cerebrale in quei momenti.

Altri cercano di ricreare, manipolando fisicamente o chimicamente il cervello, delle esperienze che sembrino incontri con il soprannaturale.

Un esempio è il “God Helmet” (Elmo di Dio) di Robert Persinger.

In questo esperimento, un elmetto rivestito di solenoidi viene messo in testa al soggetto, esponendo il suo cervello a campi elettromagnetici a bassa intensità.

La maggior parte delle persone testate hanno affermato di aver percepito una “presenza”; ecco spiegata, per lo scienziato, la presenza di Dio che il credente sente nella propria vita. Niente più che una particolare configurazione del nostro stato cerebrale.

Come Cristiani dovremmo essere preoccupati da questi studi?

Il ruolo delle esperienze spirituali è fondamentale per la nostra fede.

Pensiamo a tutti quelli che nella Bibbia hanno avuto un incontro con Dio.

Abramo, Mosè, Giacobbe hanno tutti parlato con Dio personalmente.

Isaia e Pietro hanno avuto delle visioni; Paolo ha sentito la voce di Dio sulla strada verso Damasco.

Potremmo fare moltissimi altri esempi.

Se queste esperienze non fossero state altro che malfunzionamenti nel cervello di queste persone, allora la Bibbia perderebbe tutta la sua credibilità.

Ma le esperienze di questi personaggi biblici non sono per niente come quelle ricreate in un laboratorio.

Inoltre, le esperienze spirituali che caratterizzano in modo essenziale la vita di un Cristiano sono ben altre.

La convinzione di peccato, il perdono di Dio e la salvezza, sperimentare il conforto dello Spirito Santo, la trasformazione del nostro carattere

Gli studi di neuroscienziati non hanno sicuramente scoperto nulla per invalidare la loro genuinità.

E poi, ha perfettamente senso che interagiamo con Dio anche grazie alle nostre capacità cognitive.

Dio ci ha creati, e ha creato anche il nostro cervello.

È come se il nostro cervello fosse una pista di atterraggio, preparata attraverso le strutture neurologiche che tutti gli umani condividono, e uno scettico affermasse che la presenza di una pista significhi che non esistono gli aerei.

L’insegnamento Cristiano è che siamo creature fatte per conoscere Dio.

Egli ci ha creati e ci sostiene, nel corpo e nell’anima, ogni momento.

Egli interagisce con noi sia spiritualmente che fisicamente. 

Le neuroscienze ci offrono una conoscenza incredibile del cervello, che è forse l’oggetto più complesso e meraviglioso che esista nell’universo, ma niente di tutto quello che insegna potrà mai minacciare la nostra fede.

 

“Infatti, chi, tra gli uomini, conosce le cose dell’uomo se non lo spirito dell’uomo che è in lui? Così nessuno conosce le cose di Dio se non lo Spirito di Dio. Ora noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito che viene da Dio, per conoscere le cose che Dio ci ha donate; e noi ne parliamo non con parole insegnate dalla sapienza umana, ma insegnate dallo Spirito, adattando parole spirituali a cose spirituali. Ma l’uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio, perché esse sono pazzia per lui; e non le può conoscere, perché devono essere giudicate spiritualmente.”

I Corinzi 2:11-16

 

Fonte: www.desiringgod.org

 

redazione@adifalconara #attualità

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