#MEDITAZIONE #SETTIMANALE – #DICTUM #FACTUM

Hai mai sentito l’#espressione: “Tra il #dire e il #fare c’è di #mezzo il #mare”? L’uomo si #identifica spesso in questa triste #realtà ma non è così per #Gesù.
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#Signore, ma di’ #soltanto una #parola e il mio #servo sarà #guarito. (#Matteo‬ ‭8:8)
Questa affermazione era stata fatta da un centurione romano, uomo pagano di grande potere e prestigio.
Al tempo i Romani dominavano il popolo d’Israele e il più delle volte usavano la violenza per ottenere ciò che volevano.
Tuttavia quest’uomo era diverso dagli altri.
Era buono e particolarmente interessato alla sorte del suo servo, paralizzato e sofferente.
Sentì parlare delle opere potenti che Gesù faceva e decise di cercarLo.
Egli credeva che poteva guarire il suo servo e dimostrò una fede sincera.
Tuttavia, come nasce una fede sincera?
La Bibbia ci dice che l’unica cosa che può creare la vera fede è Dio stesso attraverso l’ascolto della Sua Parola! (Romani 10:17)
La Parola fatta carne stava parlando a quel tempo e probabilmente il centurione era attento a tutto quello che Gesù diceva e faceva.
Comprese che cercare Gesù era l’unica soluzione al problema.
Il centurione, in realtà, non aveva nessun obbligo verso il suo servo.
Tuttavia lo stimava e per questo si preoccupò per lui.
Il sentimento compassionevole che muoveva il centurione era sincero e disinteressato.
Gesù non esitò a rispondere:” Verrò e lo guarirò”.
A volte mostriamo fede per ciò che ci interessa di più o per un nostro tornaconto. (Giacomo 4:3)
Il Signore, invece, ci ricorda che riceviamo grandi benedizioni quando il nostro interesse è rivolto al prossimo, chiunque egli sia. (Giacomo 5:16)
Egli vuole vedere in noi la stessa compassione in modo che possiamo pregare per tutti coloro che hanno bisogno di un intervento potente, senza favoritismi.
Gesù, quindi, decise di andare a casa del centurione.
Egli era un uomo ricco e avrebbe potuto accoglierLo con tutti gli onori e gli sfarzi del tempo.
Eppure non lo fece!
Confessò, invece, la sua indegnità a riceverLo in casa.
Quando ci accostiamo a Dio non abbiamo nulla di cui andar fieri.
Al contrario, abbiamo bisogno di riconoscere che siamo creature indegne e meschine, incapaci di fare qualsiasi cosa buona.
Il centurione si riconobbe mancante davanti alla santità di Gesù.
Più ci umiliamo più la fede cresce in noi.
Più riconosciamo la nostra miseria più otterremo misericordia.
Gesù era stupito dalla fede e dall’umiltà del centurione.
Disse: “In verità vi dico, non ho trovato nessuno in Israele con una fede così grande” (Matteo 8:10).
Il centurione era un’autorità ma, a sua volta, anche lui era sottoposto ad altre.
Riconobbe in Gesù l’autorità data dal Padre e che era Dio stesso a parlare.
Per lui una “sola Parola” sarebbe stata sufficiente a guarire il suo servo.
Non chiese con fede pretenziosa ma con un cuore umile. (Salmo 34:6)
La fede non è qualcosa di astratto ma è concreta perché agisce e crede nella Parola Veritiera e Onnipotente di Gesù.
Permetti al Signore di entrare nella tua vita e darti guarigione!
Gesù è venuto ed è morto per questo.
Chiunque gli permetta di dire una #SOLA #PAROLA, potrà subito ottenere vita e la guarigione dell’anima.
Redazione@adifalconara #meditazionesettimanale

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