#STORIA #BIBLICA 1.8

#STORIA #BIBLICA 1.8 #Giuseppe in #Egitto (Genesi capitoli dal 39 al 41)
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Il protagonista degli ultimi capitoli della Genesi è Giuseppe e di come, da schiavo in Egitto, ne divenne addirittura Vice Re.
Giuseppe era stato venduto dai fratelli a dei mercanti ismaeliti diretti in Egitto, dove venne acquistato da Potifar, capitano delle guardie del Faraone.
La Scrittura ci dice che “Dio era con Giuseppe e a lui riusciva bene ogni cosa”; a motivo di Giuseppe il Signore benedisse la casa di Potifar, che gli diede la gestione di tutti i suoi averi.
La moglie di Potifar mise gli occhi addosso a Giuseppe, chiedendogli ogni giorno, con insistenza, di unirsi a lei carnalmente, cosa che Giuseppe rifiutò sempre categoricamente, per non offendere Potifar e, soprattutto Dio.
Un giorno, rimasti soli in casa, lei lo prese per la veste, volendo unirsi a lui, ma Giuseppe si divincolò, lasciando la veste nelle mani della donna.
La moglie di Potifar, per vendetta accusò Giuseppe di averla molestata e Giuseppe finì in prigione.
Ma il Signore rimase con Giuseppe e, così come aveva fatto in precedenza, gli fece trovare grazia agli occhi del governatore della prigione che gli diede la gestione di tutto.
A seguito di una offesa al Faraone, furono incarcerati il capo dei coppieri e il capo dei panettieri del re, e furono affidati a Giuseppe.
Una mattina, Giuseppe si accorse che il viso dei due uomini era turbato: entrambi avevano fatto un sogno.
Mentre nel sogno del capo dei coppieri, egli spremeva l’uva nella coppa del Faraone, in quello del capo dei panettieri invece dei corvi mangiavano le pietanze che stava portando al re.
Giuseppe interpretò favorevolmente il sogno del capo dei coppieri, che infatti fu ristabilito, mentre l’interpretazione funesta del sogno del capo dei panettieri dopo tre giorni si avverò, e fu giustiziato.
Giuseppe si affidò, per la prima e unica volta, ad un uomo: chiese al capo dei coppieri di ricordarsi di lui, incarcerato ingiustamente; ma l’uomo se ne dimenticò e passarono ben due anni.
Questa volta a sognare fu proprio il Faraone: sognò che in riva al Nilo sette vacche grasse venivano mangiate da sette vacche magre e sette spighe belle e piene venivano inghiottite da sette spighe secche e riarse.
Nessuno in Egitto fu in grado di interpretare il sogno, infine il capo dei coppieri si ricordò di Giuseppe che fu fatto venire alla presenza del Faraone.
Giuseppe interpretò il sogno del Faraone: sette vacche grasse e sette spighe belle sono sette anni di abbondanza, sette vacche magre e sette spighe riarse sono sette anni di carestia.
Giuseppe dichiarò che il Faraone è stato avvisato da Dio e che doveva, sotto la guida di un uomo saggio, mettere da parte un quinto del raccolto negli anni di abbondanza per poi ritrovarselo negli anni di carestia.
L’idea piacque al Faraone che vide proprio in Giuseppe l’uomo adatto.
Giuseppe divenne Vice Re d’Egitto, il Faraone gli diede la gestione di tutto il paese, lo chiamò Safnat-Paneac (“Sostegno della vita” oppure “Rivelatore di cose nascoste”) e gli diede in moglie Asenath, la figlia di Potifer, sacerdote di On (Eliopoli).
Durante gli anni di abbondanza nacquero a Giuseppe due figli: Efraim e Manasse.
Poi arrivò la carestia e tutti, egiziani e non, vennero da Giuseppe per chiedere del grano, che egli vendette riempendo le casse del Faraone.
La carestia fu grave su tutta la regione, compresa Canaan, e Giuseppe sta per ricevere una visita inaspettata.
Approfondimenti
Finora abbiamo trovato spesso il termine “Faraone” per indicare il re d’Egitto, questo però fu usato in Egitto per i sovrani solo dal 900 a.C.; questo è un esempio di “anacronismo biblico” cioè un termine in uso al momento della scrittura del testo ma che non era usato nel tempo descritto.
La Bibbia quindi chiama Faraone un re che allora non veniva chiamato Faraone, ma re d’Egitto.
Ma chi è il Faraone di Giuseppe?
In base agli scavi effettuati nella città di Avaris, dove sono stati rinvenuti e datati molti reperti semitici (ne parleremo…), si è avanzata l’ipotesi che Giuseppe sia vissuto tra i regni di Sesostri III e Amenemhat III, suo figlio.
Alcune caratteristiche fanno propendere per questa ipotesi: durante il regno di Sesostri III la corona d’Egitto divenne potente a scapito dei governanti locali e la costruzione di Amenemhat del canale del Fayyum, esistente ancora oggi, chiamato Canale Bahr Yusef sembra più che una coincidenza.
Redazione@adifalconara #storiabiblica
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