#MEDITAZIONE #SETTIMANALE – PERCHÉ VENIAMO #AFFLITTI?

Un giovane di nome Eliu, figlio di Baracheel il Buzita, assistette all’acceso dibattito tra Giobbe e i suoi tre amici. Eliu significa “Egli è il mio Dio” e molti studiosi vedono questo giovane come una figura di Cristo, nostro Mediatore.
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«ma Dio libera l’afflitto mediante l’afflizione ….» Giobbe‬ ‭36:15‬ ‭
Un giovane di nome Eliu, figlio di Baracheel il Buzita, assistette all’acceso dibattito tra Giobbe e i suoi tre amici.
Eliu significa “Egli è il mio Dio” e molti studiosi vedono questo giovane come una figura di Cristo, nostro Mediatore.
In effetti il suo intervento sembra costituire un perfetto collegamento tra l’analisi umana della situazione descritta dagli amici di Giobbe e la soluzione di Dio.
Egli si pone nel mezzo non approvando il comportamento dei quattro.
Rimprovera Giobbe, il quale ritiene giusto se stesso, e i suoi tre amici, i quali non hanno trovato argomenti convincenti, fallendo nel compito di aiutare l’amico.
Quante volte cerchiamo il conforto di amici in situazioni difficili e invece di trovare aiuto e conforto alimentano (involontariamente o no) la nostra sofferenza perché ignari di sapere cosa abbiamo veramente di bisogno.
Questo giovane si sente in obbligo di parlare e lo fa con determinazione, senza riguardi personali, e senza adulazioni.
Tra i tanti punti trattati, uno di essi ha attirato la mia attenzione: egli dice che “Dio libera l’afflitto attraverso l’afflizione”.
Cosa può significare?
La parola “afflitto” si combina meglio con il significato abituale della parola ebraica (עני ‛ânı̂y) che significa povero (colui che è privato di qualcosa) o umile (umiliato dalle circostanze).
Si può essere poveri non solo materialmente ma anche nello spirito, si può essere soli nell’affrontare alcune difficoltà o umiliati nel proprio onore dalle circostanze avverse.
Il sentimento che Eliu sta illustrando è che quando il giusto (cioè colui che ama Dio e gli è devoto) invocherà Dio nell’afflizione , Egli lo libererà.
Tuttavia la liberazione di cui parla Eliu non è annullare ogni evento avverso nella nostra vita.
Sebbene il Signore prima o poi promette liberazione da tutte le afflizioni (Salmo 34:19), tuttavia quello che si vuole evincere con questo verso è una liberazione “più profonda”.
Dio permette l’afflizione? Si!
Perché ?
Perché abbiamo bisogno di imparare a vivere con il Suo sostegno, ad avere la forza di sopportare pazientemente con la Sua grazia.
Abbiamo bisogno della Sua dolce presenza che ci darà il conforto nel cuore e allontanerà il vendicatore, impedendo a Satana di disturbarci e liberandoci da dubbi, paure e incredulità.
Anche Davide aveva sofferto tante cose eppure era addirittura grato a Dio.
Perché?
Perché riconosceva che era stato un bene l’afflizione subita, perché potesse imparare i suoi statuti (Salmo 119:71).
Le sofferenze sono momentanee ma i loro insegnamenti e i loro frutti hanno un valore eterno perché chi appartiene al Signore deve avere più gioia nell’appagamento dello spirito che nell’appagamento dei sensi.
Le persecuzioni degli uomini o persino del nemico vogliono arrecare danno anche ai giusti ma Dio prevale sempre e fa concorrere tutto al loro bene.
L’obiettivo di Eliu era quello di indurre Giobbe a riconoscere che soltanto Dio è giusto in tutto ciò che fa e noi siamo polvere potendo solo imparare da Lui.
Infatti alla fine accadde proprio questo (Giobbe 42).
Il Signore ci accompagna e ci sussurra quanto ci ama, che siamo il gregge di cui ha cura, anche se ora ci troviamo nella fornace dell’afflizione (Salmo 100:3).
Egli è nostro Padre e, sebbene permetta la difficoltà, le utilizza per i Suoi scopi eterni.
Anche nell’afflizione non perdere la fede ma credi che Egli ti accompagnerà e ti aiuterà, ti libererà certamente da ogni angoscia e preoccupazione e metterà pace e gioia nel tuo cuore perché ha cura di te!
Redazione @adifalconara

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