Visita dei giovani alla Chiesa di Modugno, Bari

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Il weekend del 31 gennaio 2015 il nostro gruppo giovanile di Falconara Marittima ha avuto il privilegio di fare visita alla comunità di Modugno.
Nonostante il lungo viaggio non è mancata la benedizione di Dio al culto dei giovani il sabato stesso, poco dopo il nostro arrivo. E’ stato bello ed edificante per il nostro gruppo poter cantare della fedeltà del Signore e di come Lui solo è la nostra ragione di vita insieme ad altri ragazzi della chiesa locale.  Il fratello Gabriele Manueli, nostro pastore, ha parlato di Sansone (Giudici 14) e, in particolare, di un aspetto: il suo “giocare con il peccato”.

Egli fin da piccolo fu consacrato al Signore, che aveva preparato per lui un piano meraviglioso, come per ognuno di noi! Più volte lo Spirito di Dio lo investiva dandogli una forza sovrumana, per degli scopi precisi. Purtroppo nel suo “tempo libero”, Sansone si dedicava a giochi molto pericolosi: passioni sfrenate con donne straniere e finanche con una prostituta. Questo suo pericoloso modo di fare fu causa di contese con i nemici di Israele, i Filistei, i quali ben presto fecero prigioniero e umiliarono Sansone. Il piano di Dio, però, era tutt’altro per la sua vita! Ancora oggi il Signore da dei talenti, ordinari o straordinari, ai suoi giovani e non vuole che siano sprecati come fece Sansone, i pericolosi giochi col peccato non fanno altro che oscurare quello che in realtà deve risplendere in noi: la luce divina! Demo Image
La benedizione non è finita col termine della riunione dei giovani, ma ha avuto seguito sotto altra forma: tramite la calorosa ospitalità dei ragazzi e delle loro famiglie. La mattina del giorno seguente abbiamo fatto una visita alla bellissima città di Bari (mentre il fratello Gabriele predicava nella chiesa di Conversano) e la sera c’è stato un altro culto molto edificante: canti, testimonianze dei fratelli di Modugno e dei giovani di Falconara Marittima e la predicazione della Parola di Dio, esposta nuovamente dal fratello Gabriele Manueli. L’argomento era tratto da un brano del Vangelo di Luca, 10:25-37, la storia del buon Samaritano, un uomo che supera i pregiudizi verso i Giudei,  soccorre qualcuno che era stato derubato e ferito dai briganti. Il sacerdote e il Levita, erano passati vicino al ferito, ma erano andati oltre. Al samaritano non fecero ribrezzo le ferite, ed il sangue, del malcapitato, ma lo aiutò di vero cuore, soccorrendolo. Il smaritano è stato paragonato al Signore Gesù Cristo, che non si è risparmiato dall’avvicinarsi a noi, feriti e mal ridotti; non si è disgustato quando doveva toccare le nostre ferite per curarle, non ha provato ribrezzo per la nostra condizione, ma, come il samaritano, si è preso cura di noi, morenti nelle nostre colpe, vittima del nostro stesso male e del male subìto dagli altri!

E’ bello appartenere ad un Dio così buono ed è bello poter conoscere altri fratelli in Cristo, altre chiese, e condividere bei momenti come quelli vissuti nel barese! Non si può fare a meno di concludere col primo versetto del Salmo 133: “Ecco quant’è buono e quant’è piacevole che i fratelli vivano insieme!”. Pur non conoscendosi, c’è un legame profondo perché abbiamo lo stesso Padre.

Alessandra Starnoni.