Testimonianza del Pastore Gabriele S. Manueli

Scritto da Gabriele S. Manueli. Postato in Testimonianze

Demo ImageTestimonianza del Pastore Gabriele S. Manueli.
Gabriele nasce a Catania nel 1982. Cresce nel quartiere di Librino, periferia sud del capoluogo etneo, frequentando sia la chiesa centrale del rione Cibali, di cui è pastore Paolo Lombardo, sia la missione di Pigno, vicino casa, di cui il padre, Carmelo, è responsabile. 

Il padre è impiegato, la madre, Alfina, è casalinga. Carmelo, oltre al ministero pastorale, conduce, insieme alla moglie, un rubrica su Radio Evangelo Catania. Gabriele, fin da bambino, segue i genitori in ogni loro impegno per il Signore, insieme a Giuseppe, il fratello maggiore, cinque anni e mezzo più grande di lui. Quando Gabriele ha dieci anni, la nonna materna muore, e per la prima volta partecipa ad un funerale.

Durante la funzione (che noi chiamiamo culto), si pone delle profonde domande sul senso della vita, sull’evento della morte, sull’eternità… Nell’ottobre di quell’anno, il 1992, nasce la sorellina, Dorotea, un “dono di Dio” (che è anche il significato del nome), per lui e per la sua famiglia! Quando frequenta la terza media, Fabio, un compagno di classe di Gabriele, muore dopo pochi mesi dalla diagnosi di un tumore al cervello. Ed è di nuovo durante un funerale, a distanza di due anni dalla morte della nonna, che riflette sulla propria condizione spirituale. In quel periodo inizia a leggere la Bibbia con reale interesse, e il Signore lo illumina su una realtà che sarà, per lui, rivoluzionaria: quando sarebbe comparso davanti al giusto Giudice, l’essere stato figlio di credenti professanti non sarebbe stata un’attenuante, ma un’aggravante! Lo Spirito Santo, attraverso la lettura biblica, lo conduce ad una tremenda scoperta: è colpevole davanti a Dio! Gabriele è figlio di credenti evangelici; ha frequentato la Scuola Domenicale (un corso basilare di istruzione biblica, organizzato per fasce d’età, di domenica, nella maggior parte delle chiese evangeliche); ha ascoltato migliaia di predicazioni. Il risultato? Ribellione e indifferenza, a fasi alterne! Siamo nel 1994. Frequenta il primo superiore al Marconi di Catania. Fa nuoto. La Bibbia è ora la sua lettura quotidiana. Frequenta assiduamente la riunione dei giovani, di cui Angelo Ragusa è il responsabile, nella chiesa di Pigno. Angelo segue il suo progresso nella fede con affetto e perseveranza finché Gabriele non si converte al Signore nel novembre del 1995, all’età di tredici anni. L’anno dopo, in agosto, frequenta due turni consecutivi al Centro Comunitario Evangelico “Sion”, in Calabria. Dopo aver ascoltato una predicazione, basata su Neemia capitolo 3, sul contributo dei volontari che lavorarono alla ricostruzione delle mura di Gerusalemme, si mette a pregare insieme ai pastori e ai tanti ragazzi che, come lui, desideravano essere degli “operai nel cantiere di Dio”! Il Signore, nel corso di quella riunione, protrattasi fino a tarda sera, lo battezza nello Spirito Santo, come al tempo degli apostoli! Gabriele, come molti altri giovani decide di non cenare, per continuare a cercare il Signore. Non ha più voce per le ore trascorse in preghiera, ma ha il cuore traboccante di felicità! Nelle estati successive ritornerà, ogni anno, al Sion, e vedrà nascere molte belle amicizie cristiane ed apprezzare personalmente il ministero dei pastori Felice A. Loria e Davide Di Iorio, direttori della maggior parte dei turni frequentati. Il 10 novembre 1996 è il giorno del suo battesimo in acqua, sul litorale catanese, insieme a tantissimi altri giovani della sua comunità, tra cui il fratello. Si sono convertiti nello stesso periodo, senza saperlo (almeno in un primo momento) l’uno dell’altro, dato che in quel periodo Giuseppe ha vinto un concorso e non risiede in Sicilia. In quei primi anni di fede, Gabriele ama partecipare ad ogni attività della sua chiesa. Fa tesoro degli studi biblici del pastore Lombardo. Alla Scuola Domenicale, a Pigno, è assistente nella classe dei bambini. Insieme alla gioia di fare qualcosa per il Signore, quando si presenta l’occasione, ha la costante consapevolezza che Dio gli stia chiedendo sempre qualcosa di più… è un grande senso di frustrazione derivante dal fatto che è balbuziente! Fare nuove conoscenze, andare alla lavagna per un’interrogazione a scuola, sono cose che lo mettono in serissime difficoltà. Mentre parla incespica; se c’è tanta gente si blocca, arrossisce… La sola volta in cui recita in una rappresentazione biblica in chiesa (“Gesù e la donna samaritana”), la sua parte prevede una sola frase. È un discepolo che dice: “Forse qualcuno gli ha portato da mangiare?” (Giovanni 4:33)! E, dato che la lettera “f” di “forse”, all’inizio della frase, gli causa dei problemi, riesce nell’impresa solo smussando la consonante, pronunciando: “Vorse…”! Alla riunione dei giovani, a turno, un ragazzo od una ragazza, aveva il compito di condividere una riflessione prendendo spunto da un testo biblico. Gabriele non può esimersi e, quando tocca a lui, impacciatamente, fa il suo dovere. Quando Gabriele ha sedici anni, Francesco Marletta, allora responsabile della missione, gli chiede di predicare ad una riunione di preghiera; Gabriele garbatamente rifiuta. Ma il pastore non si arrende e replica: “Fossi in te mi preparerei, perché so che ci sarai ed io ti chiamerò a venire avanti”. Sarebbe corretto dire che quella volta, Gabriele, sia stato minacciato di dover predicare, e non che sia stato invitato a predicare, data la sua reticenza! Gabriele pensa che i pochi minuti di tensione siano il solo prezzo dell’ubbidienza. Non sarà così; è invitato, nel tempo, da altri servitori di Dio a condividere la Parola di Dio. Quando si perde d’animo, Gabriele è  incoraggiato dalla storia di Mosè, soprattutto dal dialogo tra lui e Dio: “Mosè disse al Signore: «Ahimè, Signore, io non sono un oratore; non lo ero in passato e non lo sono da quando tu hai parlato al tuo servo; poiché io sono lento di parola e di lingua». Il Signore gli disse: «Chi ha fatto la bocca dell'uomo? Chi rende muto o sordo o veggente o cieco? Non sono io, il Signore? Ora dunque va', io sarò con la tua bocca e t'insegnerò quello che dovrai dire»” (Esodo 4:10-12) Ma Dio aiuta prodigiosamente Gabriele a superare il suo problema! A conferma di questo, bisogna dire, alla gloria di Dio, che negli anni delle superiori, ha sempre lo zaino scolastico “carico”: Bibbia, Vangeli di Giovanni, una biografia cristiana da leggere in autobus. Evangelizza sull’autobus amici e conoscenti. Gli viene chiesto di scrivere per il giornalino della scuola, un articolo su ogni numero, per parlare della sua fede. Chi nella ricreazione parla con lui è chiamato ironicamente un “discepolo”. Parla liberamente con insegnanti e compagni di scuola del Vangelo; non può più farne più a meno! Alcuni mesi prima di completare gli studi per diplomarsi come perito tecnico industriale, interviene, previo consenso del preside, ad un’Assemblea d’Istituto che si svolge nel piazzale della scuola. Gabriele cita ed espone per alcuni minuti il “Vangelo in miniatura”, cioè Giovanni 3:16: “Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna”. Conclude “l’intervento” dicendosi felice di poter parlare, a tu per tu, dell’amore, del Figlio e del dono di Dio. Passa il microfono ad uno dei rappresentanti d’Istituto e ritorna dov’era, tra i suoi compagni, incuriositi e allibiti. Ha diciassette anni e ha predicato all’aperto a centinaia di studenti! Proprio perché si è esposto, negli ultimi mesi di scuola molti ragazzi e ragazze hanno parlato con lui di argomenti attinenti alla salvezza dell’anima. Dopo la conversione è diventato un assiduo frequentatore della libreria CLC (Crociata del Libro Cristiano) di Catania; non solo perché ama leggere, ma anche perché gli è stato affidato il compito di occuparsi della libreria della comunità. Dal giorno successivo al diploma, nel luglio del 2000, e per tutto il periodo estivo, collabora con CLC come addetto alle vendite, sopperendo in qualche modo all’assenza di Andrea, uno stimato credente di origine tedesca, che deve far ritorno a Berlino per quel periodo. Quell’estate passata dietro al banco della libreria, Gabriele si fa una cultura in materia di libri e musica cristiani. Acquista diversi titoli; comincia così a crearsi una sua piccola biblioteca. Compra il film “La croce e il pugnale”, legge “Dopo la croce e il pugnale”, rimanendo scioccato dalla tragedia della tossicodipendenza. Nel 2000, essendo risultato idoneo alla leva, decide di optare per il servizio civile e di svolgerlo presso il Centro Kades ONLUS, una comunità terapeutica evangelica in provincia di Alessandria, sorta sulla scia del Teen Challenge fondato a New York da David Wilkerson. Ad aprile 2001, diciottenne, parte per il Monferrato. Concluso il servizio civile si stabilisce in zona per lavorare in cantiere, come operaio, fino a settembre 2002  quando ha il privilegio di intraprendere il suo primo anno di studi all’Istituto Biblico Italiano di Roma. Dopo il secondo anno all’IBI, fa una pausa nel percorso di studi, ritornando al suo lavoro di tinteggiatore. Frequenta la chiesa di Acqui Terme (AL) di cui, in quegli anni, è pastore Lino Brancato, direttore del Centro. Il periodo piemontese, in tutto oltre due anni, è stato fondamentale per la sua maturazione.    Nel 2005 svolge il suo tirocinio pastorale nel Molise, collaborando col pastore Domenico Colangelo a Campobasso, Isernia e in altri comuni della regione. Gabriele fa tesoro dell’esempio di umiltà e di dedizione della famiglia Colangelo. A giugno 2006 di diploma all'IBI e il mese successivo riceve il suo primo incarico. Si organizza e si trasferisce nel Cilento per prendere cura delle chiese prima condotte da Gianluca Ciancio Todaro: Castelcivita (di cui oggi è pastore Daniele Inglese), Roccadaspide (di cui oggi è pastore Giuseppe Guarracino) e Sacco (SA), missione di Castelcivita. Nel periodo cilentano, collabora anche con Renato Mottola, pastore delle chiese di Matinella di Albanella, Velina e Marina di Camerota (SA) e segretario del Comitato di Zona Campania e Molise, che può definire il suo mèntore. Sono i giorni del Raduno Over 40 della zona, che si tiene a Paestum (SA); in virtù della sua collaborazione con l'instancabile famiglia Mottola, a dicembre di quell’anno Gabriele conosce “casualmente” una ragazza della chiesa di Agropoli (SA). Carla, una studentessa universitaria in Scienze della Comunicazione, insieme alle sue tre sorelle, Antonella, Angela e Paola, e ad altri volontari della zona, intrattengono in un’altra sala i bambini durante i culti. Nasce subito un’amicizia. Carla lo colpisce per la sua acutezza e per la sua maturità. E Gabriele prega per lei… per “loro”. Per fede ,Carla, prende delle “decisioni coraggiose” (Giudici 5:15,16); il Signore la prepara. Dopo alcuni mesi è fermamente convinta di voler intraprendere una vita insieme servendo il Signore nel ministero a pieno tempo. Si fidanzano a settembre nel 2008 e il 5 marzo 2010 si sposano. Gabriele, qualche volta, per illustrare il fatto che Dio possa stravolgere i nostri programmi, racconta dell’ultimo quadro appeso nella casa pastorale in cui hanno abitato a Roccadaspide. Mettendo alla parete l’ingrandimento di una foto del giorno del matrimonio, in bella mostra in camera da letto, compiaciuto, ha esclamato: “Adesso siamo sistemati!”. Ma Dio stava per rivoluzionare la loro vita. A luglio dello stesso anno, infatti, si trasferiscono a Roma, perché Gabriele conduca la chiesa di Fidene e collabori nella segreteria nazionale delle Chiese Cristiane Evangeliche “Assemblee di Dio in Italia”. Del fratello Salvatore Caruso, pastore onorario della comunità, e di sé, Gabriele ama dire: “Altri hanno faticato, e voi siete subentrati nella loro fatica”. A luglio 2013 Gabriele diventa pastore anche della chiesa ADI di Viterbo e dal settembre dello stesso anno comincia a dedicarsi all’assistenza spirituale dei detenuti delle Case Circondariali del Lazio.

Il 16 febbraio 2014 nasce Davide, il primogenito di Gabriele e Carla!

Nel mese di agosto, Dio permette un radicale cambiamento nella loro vita: si trasferiscono nelle Marche perché Gabriele si prenda cura della chiesa di Falconara Marittima, alle porte di Ancona, della quale fanno parte credenti e simpatizzanti residenti nel capoluogo e in vari comuni della provincia.

Con grande nostalgia per l’affetto verso i credenti che hanno lasciato a Monterotondo (RM), Roma e Viterbo, ma con gratitudine al Signore per via della meravigliosa comunità di cui sono ora al servizio per il Signore, Gabriele e Carla hanno intrapreso questo nuovo percorso, constatando ancora una volta che “Dio è fedele” (2 Corinzi 1:18).

Gabriele non può fare a meno di dire, per ogni cosa: “Gloria a Dio!”. Non una sola volta ha ripetuto la citazione: “Dio non chiama persone abilitate, ma abilita coloro che chiama”. Sa di essere come un fiume dai molti affluenti ed è immensamente grato, principalmente a sua moglie, ma anche alla sua famiglia ed a tutti quei credenti in Cristo Gesù, che, nel passato e al presente, con il loro affetto, con le loro preghiere e con il loro supporto, hanno come alimentato, e alimentano, la sua anima e il suo ministero!